Caffè Verde e cosmetica

11/04/2016
 
 

 Il caffè verde proviene dal frutto non ancora maturo della pianta del caffè.

 A differenza del caffè nero non viene sottoposto alla tostatura ma lasciato essiccare, e in tal modo mantiene intatte le sue qualità naturali.

Sebbene conosciuto principalmente come bevanda, il caffè vede altre applicazioni ed è sempre più utilizzato per le sue proprietà benefiche.

L’olio di caffè verde viene utilizzato spesso nelle formulazioni cosmetiche per le proprietà emollienti ed anti-age: da alcune ricerche è emerso che i chicchi del caffè non tostati soprattutto quelli della specie denominata Arabica, forniscono numerosi benefici alla pelle, se applicati topicamente. Questo perché, da analisi effettuate, è emerso che possiedono elevate concentrazioni di acidi grassi essenziali, steroli e vitamina E che contribuiscono a renderli un potente antiossidante efficace nella protezione contro i danni causati dalla esposizione solare o photoaging.

 Un accreditato studio scientifico attribuisce alla Coffea Arabica l’attività di aumentare la produzione di collagene e di elastina e di proteggere la pelle dalla perdita di idratazione, facendo aumentare in modo significativo l’espressione delle Aquaglyceroporine-3 (AQP-3)[1]e dei glicosaminoglicani [2] .

L’altra tipologia di caffè verde (Coffea Robusta) nativa dell’Africa Occidentale, contiene una maggiore quantità di caffeina e di altri costituenti attivi rispetto alla varietà Arabica per via del metodo di processazione. In alcuni studi, condotti da differenti gruppi di ricerca, sono state valutate le attività dell’acido clorogenico e della caffeina nei confronti dei danni causati dal fotoinvecchiamento, individuando, nell’estratto di caffè verde, proprietà di supporto alla struttura della pelle ed alla idratazione.  

 Applicato alla moderna cosmesi, il caffè verde risulta essere un ottimo alleato nel combattere l’invecchiamento cutaneo con il vantaggio che il GCO sembra essere sicuro per applicazioni topiche e mostra una buona compatibilità per la pelle. 










[1] ACQUAPORINE: sono proteine integrali di membrana che funzionano come canali per l’acqua o che, occasionalmente, trasferiscono piccoli soluti attraverso la membrana. AQP-3 è una delle dieci isoforme identificate nelle cellule mammifere (AQP-0 –AQP-10). Queste dieci isoforme di acquaporine sono differentemente espresse in molti tipi di cellule e di tessuti del corpo. AQP-3 è presente nell’epidermide, nei dotti collettori dei reni, nei tratti urinario, respiratorio e digestivo. Le differenti caratteristiche e le differenti distribuzione nel corpo suggeriscono l’importanza delle acquaporine ed il loro ruolo specifico in ogni organo. [Takata K., Matsuzaki T., Tajika Y. “Aquaporins:  Water channel proteins of the cell membrane” Prog. Histochem. Cytochem 2004; 39 (1): 1-83]  


[2] Glicosaminoglicani:  sono abbondanti componenti della matrice amorfa. Sono lunghi polimeri, con massa atomica variabile da poche migliaia a milioni di dalton, costituiti da catene di disaccaridi ripetuti decine di volte, a loro volta formati da un acido uronico legato ad un amino-zucchero. I glicosaminoglicani possono essere solforati o non solforati. Il glicosaminoglicano più importante è l'acido ialuronico (glicosaminoglicano non solforato), che costituisce anche la catena centrale degli aggregati proteoglicanici. I glicosaminoglicani legano inoltre notevoli quantità di acqua.  

[3] International Journal of Cosmetic Science (2015), 37(5), 506-510

 
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